lunedì 24 novembre 2008

FOTO OTTOBRE I PARTE

Fotografie : Alessandro Aru & Francesco Franceschini
Location: Parco della Chiusa Casalecchio Bologna
Fotocamere: Canon EOS 350-450 e Canon AE-1














































FOTO NOVEMBRE

Fotografie : Alessandro Aru & Francesco Franceschini
Location: Casa Mia
Fotocamere: Canon EOS 350-450 e Canon AE-1
















































SALTATEMPO

E sognai così forte che mi uscì sangue dal naso.
Fabrizio De Andrè, Sand


Tutte le volte che sorridevo ad una principessa, quella cercava rifugio presso il drago. Tutte le volte che uscivo coi miei amici moschettieri, loro mi nascondevano sotto i mantelli per non spaventar la gente.



Poi lancia la foglia biodegradabile che vola planando verso valle, e io immagino che se arriverà santa e immerdata fin sul piazzale della chiesa diventerà reliquia e verranno da tutti i paesi a vedere la Foglia di Dio e io diventerò come Bernadette, esclusa la castità.



Goditi la libertà e un giorno avrai l’onore di uccidere l’imperatore.



-Amen- Dice il cane.



Veronica la benzinaia, alta e tettuta, che a forza di fare battute sulla pompa le erano venuti i capelli bianchi a trent’anni.




La più clamorosa fu certamente la boutique di biancheria intima Luciana Lingerie, che tutti dicevano: ma di cognome non si chiamava Carboni? Forse Lingerie è il nome da nubile, azzardò qualcuno. Era un negozio assai osè e quando il parroco ci passò davanti ebbe una colica bilaterale, e si dovette patteggiare la carica erotica della vetrina.






I soldi si trasformano, a seconda delle mani che li accolgono, pensai. In certe mani diventano mattoni, in altre farfalle.

La santa era una modesta suora dell’ordine delle Disgraziatine di Maria.

La Bottoni succhiava Nosferatu.

La Bottoni infilò una mano in tasca a Nosferatu e lo vampirizzò.




-Ti amo.
Seguì un breve silenzio.
-Anch’io, credo- disse lei. C’era un verbo di mezzo, ma era sempre meglio di un Ma sarai scemo.

Giovane orrendamente ucciso e panificato.
Un Ufo atterra in un giardino e rapisce tre donne.
Scoperto un bordello gestito da un ragazzo di 17 anni.

Aspettavo la fine del mondo.
La mia arrivò, fischiando come un uragano.

Ho lavorato tanto legno da fare l’arca di Noè e poi non avevo nessuno da farci salire sopra.



La libertà, diceva Baruch, è un fungo che devi assaggiare, non puoi sapere prima de ti fa male o no.





La gente crede che per andare da un punto all’altro ci sia sempre una sola strada, quella sulla carta, o quella che ti indicano gli altri. Se sapessero quanti passaggi nascosti ci sono nel mondo e nella loro testa. Inventiamo macchine per unire ciò che sta già insieme. Ci mettiamo in fila sull’autostrada, e tutto intorno ci sono strade nei campi e sotto le zolle, e sotto l’acqua del fiume. Vicino a casa tua, ad esempio, c’è un passaggio che porta direttamente a Maracaibo.




Citazioni dal SALTATEMPO di Stefano Benni


Fotografie : Alessandro Aru & Francesco Franceschini


Location: Casa Mia


Fotocamere: Canon EOS 350-450 e Canon AE-1

giovedì 6 novembre 2008

OH JOY!


When the routine bites hard
And ambitions are low
And the resentment rides high
But emotions wont grow
And were changing our ways,
Taking different roads
Then love, love will tear us apart again
Why is the bedroom so cold
Turned away on your side?
Is my timing that flawed,
Our respect run so dry?
Yet theres still this appeal
That weve kept through our lives
Love, love will tear us apart again
Do you cry out in your sleep
All my failings expose?
Get a taste in my mouth
As desperation takes hold
Is it something so good
Just cant function no more?
When love, love will tear us apart again



M Y N I G H T W I T H I A N

LUI fissa lo stucco venuto via proprio all’altezza della maniglia della porta sulla parete di fronte al suo letto.

L’ALTRO fissa il mucchio di polvere che si è formato ai piedi del letto, la camera comincia a puzzare.

LUI si chiede se c’era bisogno di sbatterla così ogni volta che usciva.

L’ALTRO strizza gli occhi, è odore d’Anima.

LUI scoreggia.

L’ALTRO rimane steso nel pavimento alla ricerca della voglia di alzarsi.

LUI sente la sua voce nella testa, fa male.

L’ALTRO cerca di mettere in funzione il suo orologio biologico, saranno le 5, 5 e mezza.

L’ALTRO sbuffa.

LUI rimane ore a guardarlo.



*il cell vibra.



LUI chiude gli occhi dal dolore, la testa pulsa, i denti tremano.

LUI sapeva che non era LUI

LUI riapre gli occhi e continua a fissare lo stesso punto.



*L’acqua scorre e il letto viene disfatto.



LUI è seduto sul letto.

LUI fissa lo stucco.

L’ALTRO è sotto la doccia, non sa come ha fatto però.

L’ALTRO esce dalla doccia.

L’ALTRO chiama al cellulare LUI.



*Il cell vibra di nuovo.



LUI chiude gli occhi, si getta di peso sul cuscino.

LUI vede che è L’ALTRO a chiamare.

LUI: mmmmh

L’ALTRO : fhhhhhh

LUI: mmmmmmmmh

L’ALTRO: fra…..

L’ALTRO fa una pausa, sente che l’anima gli sta per uscire, di nuovo.

L’ALTRO: quanto?

LUI: mmmmmmmmmmh 2?

L’ALTRO: 2!



*La chiamata finisce.



LUI si mette a pancia in su,guarda il soffitto.

L’ALTRO: Merda…che palle.

LUI: ……….l’Aleph!!



*3 ore dopo.



LUI cammina.

L’ALTRO cammina.

LUI beve.

L’ALTRO beve.

LUI si ricorda che neanche un anno fa era finito in ospedale proprio per il vino, ridacchia.

L’ALTRO si ricorda che neanche un anno fa aveva portato LUI sbronzo in ospedale, ridacchia.

LUI si ricorda come si sentiva quella notte di tanto tempo fa.

LUI: 2001 odissea nello spazio….scene finali.

L’ALTRO: l’esorcista… semmai.

LUI: Cristo.

L’ALTRO beve…. : A M E N.



*Motorino per un pelo non mette sotto LUI.



LUI: Fanculo pezzente…sono sulle strisce…Cristo.

LUI pensa che ormai non c’è frase senza un Cristo.

L’ALTRO sorride e pensa che ormai non c’è frase senza Cristo.



*Finito di bere. Bottiglie buttate.



LUI ripensa a quanto sia da cretini camminare….ma non c’è tempo per finire il pensiero.

L’ALTRO comincia a parlare del più e del meno.

LUI pensa a quanto cazzo sia lontano il cinema e a quanto sia fastidioso L’ALTRO quando è mezzo sbronzo.

LUI si chiede…: ma sono mezzo sbronzo anche io?

L’ALTRO continua a parlare.

LUI diventa monosillabico.



*Incrocio.



LUI sta sulle strisce pedonali, fermo, guarda a destra e si strofina il naso.

L’ALTRO sta sulle strisce pedonali, fermo, guarda a sinistra e tace.

LUI: Merda!

L’ALTRO: B E N E!

LUI: Merda Merda Merdaaaaaaa…..

L’ALTRO: Oh Cristo….una cosa dovevi fare…..ecchecazzo!!

LUI manda a fare il culo L’ALTRO senza mezzi termini.



*Giovane ragazza attraversa a una ventina di metri di distanza la strada.



LUI raggiunge lei con una corsa non troppo lineare.

LUI: Scusa mi sai dire….

LUI si guarda attorno.

LEI sembra agitata e accelera il passo.

LUI: Mi sai dire se c’è un cinema da queste parti??

LEI: Non lo so.

L’ALTRO comincia a frastimare dall’altra parte della strada.

L’ALTRO: Bravo! Complimenti!

LEI sparisce!

LUI si strofina il naso….è fatta!

LUI: per di qua!

L’ALTRO: mmmmmmmmmmmmh.



*15 min dopo



LEI: Siete qui per CONTROL??

LUI: Scusa è qui che si fanno i biglietti!?

L’ALTRO: Si per CONTROL!

LUI: Scusa?!

LUI è troppo confuso.

LUI: si fanno qui i biglietti!?

LEI: si……….che… .

L’ALTRO: C O N T R O L!

LUI: 2 biglietti per CONTROL.

LEI: è cominciato 15 min fa.

LUI LEI e L’ALTRO rimangono muti e fermi.

LUI: 2 biglietti per CONTROL….GRAZIE.

LEI: Studenti?

LUI: si!

LEI: Potrei vedere il patch?

LUI: non lo abbiamo.

LEI: 10 euro..grazie.



*in sala



LUI guarda L’ALTRO.

L’ALTRO guarda LUI.

L’ALTRO: dimmi che non devi sbroccare proprio adesso!!

LUI: mmmmh….pipì.

L’ALTRO : trattieni e non cagare il cazzo !

LUI: mmmmh tesoro!

L’ALTRO: amore!

IL RESTO DELLA SALA si gira a guardare i 2 pezzenti che urlano in ultima fila e che ad ogni canzone si alzano e cominciano a pogare e cantare!



*fuori dal cinema



LUI: …pipì

L’ALTRO: mmmmmmmmmmmh.



*cominciano a camminare.



COPPIETTA: scusate sapete dov’è il cinema??

L’ALTRO: mmmmmmmh cinema!?

LUI: No Grazie.



*Continuano a camminare



LUI comincia a pensare a 2 settimane prima. Era già da 2 settimane che ogni volta che qualcuno gli chiedeva qualcosa lui rispondeva NO o SI GRAZIE! Scusa, hai una sigaretta!? NO GRAZIE…Scusa, hai da accendere?? No grazie.

LUI si sente strano.

LUI sentiva che il vino lo rendeva strano.

L’ALTRO fuma e guarda LUI che con gli occhi cerca di catturare farfalle.

LUI viene pervaso da una depressione lacerante e intona un stonato : Love, love will tear us apart again!

L’ALTRO chiude gli occhi.

L’ALTRO: Do you cry out in your sleep

All my failings expose?



LUI: Love, love will tear us apart again! Love, love will tear us apart again!

L’ALTRO: Ohi ascolta…per quella cosa…

LUI: laaaaaaaaaaaaaaaaaaaav lav uill ters as aparttt aghennnnnnnnn

L’ALTRO: ok lasciamo perdere.

LUI: che è meglio!















giovedì 30 ottobre 2008

TROPICO DEL CANCRO III parte

Il guaio di Irene è che, invece della fica, ha una valigia. E vuole lettere lunghe, da stipare in quella valigia. Lunghissime, avec des choses inouies. Ma Llona si, che ce l’aveva, la fica. Lo so perché ci ha mandato un po’ di pelo, di là sotto. Llona, un culo che fiutava il piacere nel vento.

Voleva cazzi ad espansione, razzi ad autoaccensione, olio bollente fatto di cera e creosoto. Era capace di tagliarti il cazzo e di tenerselo dentro in eterno, se la lasciavi fare.

Era anche bugiarda, questa Llona.

Lettere lunghe, sterminare, avec des choses inouies. Una valigia senza cinghie. Una toppa senza chiave. Aveva bocca tedesca, orecchi francesi, culo russo. Fica internazionale. Quando sventolava la bandiera, era rossa giù fino in fondo, fino in gola. Entravi da boulevard Jules Ferry e uscivi da porte de la Villette.
Tu cacavi l’animella sulle carrette; carrette rosse a due ruote, naturalmente. Alla confluenza dell’Ourcq con la Marna, dove l’acqua scorre pigra tra gli argini e si ferma come vetro sotto i ponti. Llona sta stesa laggiù e il canale è pieno di vetro e di schegge; le mimose piangono e c’è una scoreggia umida, nebbiosa, sui vetri della finestra. Una fica su un milione, Llona! Tutta fica, e un culo di vetro su cui si può leggere la storia del medioevo.

TROPICO DEL CANCRO II parte

Cielo indaco sgombro di filacciose nubi, scarni alberi a distesa infinita, sbracciando rami neri come sonnambuli. Alberi tetri, spettrali, con tronchi pallidi come cenere di sigaro. Silenzio supremo e perfettamente europeo. Imposte chiuse, botteghe serrate. Un lume rosso, qua e là, segnale d’appuntamenti. Ispide le facciate, quasi scostanti; immacolate, tranne per le macchie d’ombra gettate dagli alberi. Passando dall’Orangerie, mi viene a mente un’altra Parigi, la Parigi di Mougham, di Gauguin, la Parigi di George Moore. Penso al terribile spagnolo che ha fatto trasalire il mondo con le sue acrobazie di stile in stile. Penso a Spengler, ai suoi terribili pronunciamientos, e mi chiedo se lo stile, lo stile alla maniera grande, non sia finito. Dico che la mia mente è occupata da questi pensieri, ma non è vero; solo più tardi, dopo che ho traversato la Senna, dopo che mi son lasciato alle spalle il carnevale delle luci, permetto alla mia mente di baloccarsi con questi pensieri. Per il momento non so pensare a nulla: tranne che sono una creatura senziente, trafitta dal miracolo di queste acque che riflettono un mondo dimenticato. Lungo fiume, gli alberi si piegano pesanti sopra lo specchio terso; quando il vento si leverà e li riempirà di fruscii, verseranno qualche lacrima, e avranno un brivido quando l’acqua rapida scorrendo s’intorbida. Tutto questo mi soffoca. Nessuno a cui comunicare anche solo in parte quel che provo…..
What should I be but a prophet and a liar,
Whose mother was a leprechuan. whose father was a friar?
Teethed on a crucifix and cradled under water,
What should I be but the fiend's god-daughter?

.IO BOICOTTO MERIDIANA.

.IO BOICOTTO MERIDIANA.
Da oggi anche tu boicotta Meridiana : Low quality, High cost